"Lettera aperta di Carlo Zuccoli all’Avv. Giovanni Antonio Masala

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king1987

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#1

Messaggio da king1987 » 09/05/2018 - 0:47

Da www.nelrossodelluovo.com .... (08/05/2018 - 22:15)

Egregio Avvocato,
Lei non è per me un’ossessione, come ha scritto su FaceBook, e questa non è una querelle tra Lei e me.
Si tratta di ristabilire lo stato di diritto nell’ippica, già fin troppo massacrata.
Infatti io combatto il terrificante mondo nel quale Lei sguazza con piacere e con guadagni, sicuramente rilevanti, che sovverte i principi del diritto.
Sì, è proprio così, le Commissioni di Disciplina di prima e seconda istanza del Mipaaf, parlo del Galoppo, con due decisioni, che ora commento (ma che ho già commentato più volte e che spero siano pubblicate sulla Rivista di Diritto Sportivo) hanno ribaltato i principi fondanti del diritto vigenti nello Stato Italiano, per motivare decisioni che assolvono alcuni Singori Botti, mentre il Signor Endo Botti, secondo quanto pubblicato nel sito del Mipaaf, è stato squalificato, recentemente per 12 mesi e pagherà anche un’ammenda per aver somministrato a un cavallo due metaboliti della cocaina, la Benzoilecgonina e l’Ecgonina Metilestere, come li definisce Wikipedia.
Per fare ciò, cioè per emettere quelle decisioni, i Gudici hanno accolto le Sue tesi, a dir poco azzardate e che, dal punto di vista del diritto, non stanno in piedi e non possono stare in piedi.
Sorry, stanno in piedi nelle segrete stanze delle Commissioni di disciplina del Mipaaf: il guaio è che io quelle decisioni le ho rese pubbliche, commentandole, facendoLa imbufalire.
Chissà cosa dirà se la Rivista di Diritto Sportivo dovesse mai pubblicarle.
Stefano Botti,
Fu squalificato, con patente sospesa, come persona fisica, ma la Commissione di disciplina di Appello, con quell’orrida decisione, da me portata alla conoscenza del mondo intero, attraverso un racconto, sotto forma di script cinematografico, sulla rivista on – line Thorughbred Racing Commentary, che ha avuto miglia di lettori, ha scandalizzato tutti, ovviamente.
Lei invoca la differenza tra persona fisica e persona giuridica.
Tutti la conosciamo.
Altro sarebbe stato se il Signor Stefano Botti, squalificato per doping, con patente sospesa, come persona fisica, fosse stato anche socio di una società di allenamento, ma non amministratore.
È chiaro che la squalifica del Signor Botti, persona fisica, non avrebbe arrecato nessun danno o pregiudizio alla persona giuridica della quale il Signor Botti poteva essere socio, ma i Giudici hanno deciso che, nonostante la squalifica e la patente sospesa, il Signor Botti poteva continuare ad allenare come Amministratore e legale rappresentante della Società (pazzesco!!!).
E veniamo all’altrettanto pazzesca decisione per la cavalla Solande, affidata in allenamento alla A. Botti S.r.l., il cui legale rappresentante è il Signor Alduino Botti.
Cito testualmente quello che hanno scritto i Giudici: “In primo luogo deve essere esaminata la questione di giurisdizione in quanto, nel caso di specie, come è emerso dall'istruttoria, il cavallo era nella scuderia della società di allenamento per la cd. "doma" fase diversa e prodromica (eventualmente) all' allenamento - e non ha mai partecipato ad alcuna corsa. Difatti lo stesso cavallo non risultava finanche registrato nel libro genealogico sino alla data del 10.02.2017, ed inoltre l'allevatore (proprietario), non essendo titolare di colori, non avrebbe potuto affidarlo in allenamento”.
La cavalla fu trovata positiva allo Stanazololo, durante una visita delle Autorità anti – doping del Ministero, e Lei ha addebitato a me la causa della visita, scrivendo che la Dottoressa D’Avanzo, che non ho mai visto né conosciuto nella mia vita, avrebbe fatto il sopralluogo e i tests a seguito dei miei scritti.
Magari avessi questi poteri: le corse al Galoppo in Italia sarebbero sospese per mancanza di allenatori patentati e Lei non avrebbe clienti.
Sa quali sono gli effetti di quella sostanza?
Da Wikipedia: “lo stanozololo determina la stimolazione della sintesi proteica, che si traduce in un'attività trofica livello dei tessuti, con particolare evidenza a carico della muscolatura scheletrica il cui aumento di massa si associa ad un bilancio azotato positivo”.
Quindi, secondo le Sue teorie e secondo la decisione della Commissione di disciplina, fino a quando un cavallo / a non corre, anabolizzanti a manetta, anzi di più, anche perché, nel caso di specie, il proprietario, che l’aveva affidata alla A. Botti S.r.l. in allenamento, non aveva i colori e quindi, ancora una volta, anabolizzanti a manetta, anzi di più, tanto non può essere perseguito!
In America, e ora anche in Europa sono testati anche i foals, che vanno alle Aste, contro l’uso degli anabolizzanti, nessuno si scandalizza, nessuno invoca le esimenti di cui sopra e, Le assicuro, che quando un foal è testato non si sa nemmeno chi sarà il suo proprietario quando correrà, quindi non si parla certo di mancanza dei colori come altra esimente.
E gli anabolizzanti, perché abbiano l’effetto dopante, facendo aumentare enormemente le masse muscolari, vanno somministrati ai corridori quando sono ancora bambini o yearlings.
Ieri, o l’altro ieri, ho scritto che il Signor Mahmood Al Zarooni è stato squalificato per anni 8 per doping perché non si è rivolto a Lei: Lei avrebbe senz’altro ottenuto una decisione di assoluzione piena, magari stabilendo che Sua Altezza Lo Sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, proprietario di quel cavallo, è nero corvino di capelli e soltanto i cavalli dei proprietari biondi possono essere squalificati per doping.
I cavalli di Mahmood Al Zarooni sono stati tutti testati e sospesi dalle corse per qualche mese, prima di poter ricorrere con altro allenatore: i suoi clienti, quando sono squalificati, fanno passare centinaia di cavalli da un allenatore all’altro, da una Società all’altra, senza che siano testati e che siano sospesi dalle corse
Si ricordi una regola che vale nella vita e anche nella Sua professione: “Sunt certi denique fines quos ultra citraque nequit consistere rectum”.
Lei ha fatto le scuole alte quindi capirà, senza bisogno della traduzione.
Si auguri che non ci sia qualche sovvertimento al Mipaaf altrimenti le sue teorie, come dice il Signor Roberto Mazzucato, andrebbero “a ciapà i ratt”.
Dimenticavo: lei continua a diffidare il Signor Mazzucato (l’ha scritto lui su FaceBook) perché riporta brani scritti dal Suo cliente Signor Gianni Marchi, chiedendo anche i danni perché il Signor Mazzucato dà visibilità al sito gaet.it.
E anche invocato la privacy: Tizio mette on – line un articolo sottoponendolo, in linea teorica, ma mica tanto, alla lettura di Miliardi di persone, e Lei, a sua difesa, invoca la privacy!!!
Credo proprio che anche il Presidente del Tribunale o il Giudice Monocratico, in caso di processo penale, direbbe al suo cliente “va a ciapà i ratt”.
Lei, per il Suo cliente, sempre lo stesso, ha redatto una denuncia penale nei miei confronti perché ho scritto che il padre, Signor Paolo Marchi, del quale ero amico, grand’uomo, si rivolterà nella tomba per le gesta del figlio.
Ho anche citato quello che ha scritto recentemente il Signor James Underwood, insigne giornalista ippico di livello mondiale, sul suo Digest, a proposito del discorso di un certo Signore al Gimcrack Dinner, lo scorso anno: la stessa mia frase, ma nessuna denuncia perché in questo Paese se uno presenta una simile denuncia non lo mandano “a ciapà i ratt”, ma lo massacrano di spese, multe, danni, etc.
Io, nel mio piccolo, in udienza, mi accontenterò del “va a ciapà i ratt” che il Giudice dirà al Suo cliente e a Lei.
Good luck e speri che nulla cambi in quel del Mipaaf.
Lei ha votato Movimento 5 Stelle, l’unico partito per la legalità: se l’On. Luig Di Maio lo sapesse, chiederebbe la riconta dei voti e lo scorporo del Suo.

Carlo Zuccoli

P. S. Aspetto una risposta.
Una domanda: da quando hanno cominciato ad allenare i cavalli da corsa purosangue, anche nell’era pre – Cieffedi, quanti procedimenti per doping hanno avuto?
Parlo dell’intera famiglia di allenatori dal cognome Botti.

C. Z.

Londra, Martedì 08 Maggio 2018"
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#2

Messaggio da orecchielunghe » 09/05/2018 - 6:16

Il Sig. Carlo Zuccoli, che io conoscevo soprattutto per i resoconti e la presentazione di corse di galoppo estere, dimostrandosi ottimo conoscitore, potrà anche non entusiasmarmi come stile, ma come ha dimostrato in vari interventi, non ha paura di nessuno.
Gli avvocati, come nel caso Masala, che spero non si incontrerà mai con Zuccoli di notte in un vicolo, oppongono ogni volta vari articoli di legge, vizi di forma e quant'altro. Fa parte del loro lavoro, hanno una laurea ed anni di esperienza nel settore.
Come a molti nostri concittadini e non solo, la giustificazione dei misfatti con l'ausilio di cavilli di legali che, purtroppo, le nostre complesse leggi consentono, è inaccettabile in quanto prevale il buonsenso.
Forse il Masala ha ragione dal punto di vista legale, ma non esiste che cerchi di far passare i suoi clienti come dei santi solo perchè sono stati assolti per vizi di forma, e nemmeno che si scagli contro Zuccoli solo perchè mette in piazza le motivazioni delle sentenze, che sono peraltro pubbliche.
Come spesso si vede anche nei film e nelle serie tv, i potenti dispongono di avvocati di grido, e gli stessi magistrati spesso sanno già che non potranno vincere proprio perchè i rappresentanti degli indagati saranno senz'altro in grado di difenderli al meglio, a meno di non essere colti in flagrante con le mani nella marmellata.
Come sosteneva un notaio anni fà in una conversazione amichevole con il sottoscritto, la legge italiana è così complessa da consentire tantissime ingiustizie, e che sono più giuste le leggi vigenti ad esempio (con tutto il rispetto) nella Repubblica Centrafricana: saranno quattro leggi in tutto e le questioni vengono risolte a clavate, ma con molte meno ingiustizie che non da noi.
Quanto all'oggetto della diatriba tra i due, cioè l'assoluzione dei Botti (A. & S.), ha già commentato il sig. Zuccoli, e penso che ogni altro commento sia superfluo, se non che senza i Botti il galoppo italiano, secondo molti, sarebbe defunto, e quindi meglio far finta di non vedere.
se tutto va bene siamo rovinati


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king1987

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#3

Messaggio da king1987 » 09/05/2018 - 14:56

Lettera aperta di Carlo Zuccoli all’Avv. Giovanni Masala (supplemento)
(09/05/2018 - 07:30)

Egregio Avvocato,
spero che la notte Le abbia portato consiglio per la Sua attesa risposta.
Le do un altro argomento su cui meditare: la situazione Signor Bruno Grizzetti e la Il Cavallo in testa S.r.l., dove soci sono la Signora Borgato e il Signor Vezzosi e Amministratore Unico e legale rappresentante la Signora Micol Borgato.
Lei ha scritto che io continuo a sparare fanfaronate perché il Signor Grizzetti ha un contratto di consulenza con la Società.
Anch’io ho avuto un contratto di consulenza, di lunghissimo termine, con Ladbrokes plc, ma in caso di problemi legali civili e/o penali non ero certo io a essere chiamato in Tribunale, ma il Presidente, legale rappresentante della Società.
Recentemente c’è stato un processo per doping avanti la Commissione di disciplina di prima istanza e seduta sulla seggiola da “imputata” c’era la Signor Micol Borgato e non il Signor Bruno Grizzetti.
Le pare normale, Lei che vota per il Movimento 5 Stelle, che è per la legalità, una situazione simile?
Il Signor Grizzetti fa e disfa, è considerato dalla stampa e dalla TV l’allenatore di quei cavalli, ma risponde di tutto la Signora Borgato.
Il fatto che la Signora sia stata assolta non significa nulla.
Aspetto la Sua risposta anche su questo tema, che ho tenuto separato di proposito.
Sa qual è la differenza tra i Signori Botti e le loro varie Società di allenamento e il Signor Grizzetti?
Che i Signori Botti ci mettono la faccia e non solo, il Signor Grizzetti, per il Regolamento e per la giustizia sportiva del Mipaaf, non esiste.
Viva i Signori Botti.
Distinti saluti.
Carlo Zuccoli

Londra, Mercoledì 09 Maggio 2018

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#4

Messaggio da orecchielunghe » 09/05/2018 - 21:12

Se vogliamo, possiamo aggiungere che gli allenatori "prestanome", pare non si limitino a comparire sui programmi di corse e nelle zone insellaggio e tondino mentre i non patentati allenino effettivamente i cavalli. Corre voce che cavalli diciamo soggetti a trattamenti speciali vengano talvolta assegnati da allenatori patentati ad altri allenatori patentati, forse ignari, cosicché l'eventuale squalifica ricada su questi ultimi. Fatta la legge trovato l'inganno, apparentemente in modo del tutto legale, per la gioia degli avvocati difensori.
se tutto va bene siamo rovinati

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